trentino-jazzAbbiamo contattato Emilio Galante, direttore artistico del Trentino in Jazz 2012 (di cui Vivalowcost è stato mediapartner), per chiedergli come si è svolta l'edizione appena terminata e per farci raccontare la situazione del jazz in Italia dal suo punto di vista; il direttore si è inoltre poi espresso sul futuro dell'importante rassegna musicale. Buona lettura.


1. Innanzitutto diamo tre aggettivi per definire l'edizione appena trascorsa del festival Trentino in Jazz (di cui Vivalowcost è stato mediaprtner).
“Produttivo, non convenzionale, sinestetico”


2. Quali sono stati gli artisti coinvolti nella manifestazione? Come è avvenuta la scelta della proposta musicale?
Gli artisti più importanti sono stati gli americani Nicole Mitchell, Robert Dick e Gabriele Mirabassi. Sono stati scelti per la loro capacità di interagire con l’ensemble residente in un territorio  crossover fra musica scritta e improvvisata.


3. Come considera la "cultura jazz" in Italia? Se dovesse definire il pubblico che ha seguito le serate del Trentino, quali aggettivi le vengono in mente?
La cultura jazz italiana è estremamente aperta e ricettiva, molto meno accademica di quella americana e così è il nostro pubblico, aperto ai più diversi connubi, sempre curioso di novità. Si può ben dire che quest’anno lo abbiamo messo alla prova, con tutte le più imprevedibili proposte fra rock d’avanguardia, jazz, musica classica contemporanea e rimusicazione di film muti!Emilio Galante


4. Dal punto di vista di presenze, del pubblico partecipante, il festival ha soddisfatto le aspettative degli organizzatori?
Il pubblico quest’anno si è raddoppiato rispetto all’anno precedente. Non possiamo che esserne soddisfatti.


5. Il programma degli spettacoli è stato corposo e di qualità e c'è stata, inoltre, la scelta di impostare le serate ad ingresso gratuito: che risvolti pratici ha sortito questa decisione?
Risvolti solo positivi. La burocrazia e le tasse imposte dallo sbigliettamento fanno sì che il gioco non valga la candela. In questi tempi di crisi il pubblico, soprattutto giovanile, vede quest’offerta come un toccasana.

6, Si sta già pensando alla prossima edizione del Trentino in Jazz? Quali sono i tre nomi di artisti che le piacerebbe portare al suo festival?
In autunno dovrebbe collaborare con noi il pianista norvegese Jon Balke (artista ECM).
Metteremo in scena poi una favola morale sulla mafia, con opere grafiche dell’artista palermitano Enzo Patti.
Abbiamo poi in animo di indire un concorso di arrangiamento e composizione per orchestra jazz.