L'attesa è finita. Finalmente "IRA", il nuovo disco di Iosonouncane (Jacopo Incani), è uscito. Cosa si nasconde dietro questo misterioso uomo nudo sfocato in copertina completamente avvolto nel buio?

Spesso quando si introduce un disco si fa riferimento alla parola 'viaggio': ecco, è il caso di IRA di Iosonouncane. Ma, c'è un ma. IRA non è un viaggio stando comodamente seduti su una poltrona in pelle sorseggiando un drink ammirando il paesaggio. Tutt'altro.

IRA è un disco articolato, libero, strutturato e frutto di un lavoro accurato e meticoloso. Dall'ascolto dei diciassette brani si percepisce un assemblaggio scrupoloso: nota dopo nota che deve incastrarsi a regola d'arte, perchè quella nota poi resterà per sempre. È così che nascono i capolavori.

Si tratta di un disco diverso dal precedente "DIE" e lontanissimo da "La macarena su Roma". I dischi precedenti sedimentano in IRA, l'esperienza accoglie la consapevolezza ed arricchisce. La stratificazione delle esperienze pregresse porta a vedere una nuova luce fortissima che acceca per la sua potenza. Questo è il nuovo Iosonouncane.

L'ascensione qualitativa dell'artista sardo è progressiva ed inarrestabile: si assiste ad un'evoluzione costante del cantautore dei Buggerru che sradica totalmente i punti di riferimento tanto cari ai recensori. Si, i punti di riferimento diventano un concetto evanescente, come dei posticci clichés mentali. Il linguaggio universale della musica dettato da una magnifica imprevedibilità permette di raggiungere traiettorie sonore insolite, libere da ogni schema prestabilito.

Molti brani godono di generose dilatazioni sonore che concedono uno sguardo profondo nell'universo artistico del musicista sardo: è il caso di "Cri", una boccata d'ossigeno in alta quota ammirando le cascate. "Prison" e la suggestione cinematografica: le note sembrano seguire le immagini di un film che non ha niente di rassicurante.

L'inganno di "Piel" è meraviglioso: dietro le sembianze di una innocente canzone "seducentemente pop" si nasconde una delle tantissime perle disseminate nel disco ovvero una coda evocativa e, oserei dire, trionfale. "Jabal" è ritmo e sangue: una cavalcata ipnotica per raggiungere il centro della Terra in maggiolino.

"Nuit" è tra i 3 brani più significativi del disco: è come la sensazione di abbracciare un vecchio amico, stringerlo a sè, raccontarsi ed ascoltare i cambiamenti della vita, emozionarsi e sorridere. Stare bene, semplicemente. Gli altri due brani che restituiscono questa sensazione positiva sono "Hiver" e "Hajar". "Priere" è un'altalena di emozionalità e suggestioni: come essere in un labirinto in penombra senza nemmeno la forza di respirare.

IRA è una delle cose più belle che ascolterete negli ultimi anni.

IRA di IOSONOUNCANE esce per l'etichetta Numero 1 (distribuzione Sony Music Italy) che per questa uscita affianca la famosa etichetta Trovarobato.

TRACCE

1 Hiver
2 Ashes
3 Foule
4 Ojos
5 Jabal
6 Nuit
7 Prison
8 Horizon
9 Priel
10 Prière
11 Niran
12 Soldiers
13 Fleuvre
14 Sangre
15 Pétrole
16 Hajar
17 Cri