Lo scorso giovedi 23 maggio la sala da concerti della Santeria a Milano si è riempita di gente e di ottima musica in occasione della prima tappa italiana del tour europeo dei JUNE OF 44, band americana che hanno contribuito in maniera massiccia alla diffusione di quel post-rock tanto apprezzato oggi dalle nuove generazioni. E sicuramente il locale milanese era pieno anche per ringraziare i quattro ragazzi di Louisville che hanno ripreso una storia iniziata nel 1994 e le hanno ridato il lustro che merita.

Intorno alle 21 sul palco salgono gli YAGUAR: tocca a loro rompere il ghiaccio e "scaldare" il pubblico in attesa della band statunitense. Il nuovo progetto di Massimo Mosca (chitarra e voce), Massimo Tonelli (chitarra e voce), Andrea Boni (timpani e percussioni) e Sergio Carlini (basso) dal vivo è una bomba. Le fondamenta sono caratterizzate da un live in cui la potenza la fa da padrona, i suoni sono ruvidi ed aggressivi e l'atmosfera si fa incandescente grazie ai ritmi tribali ed alle schitarrate taglienti e poderose.

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Le linee di basso entrano prepotentemente ed all'improvviso a rimarcare deflagrazioni ed attitudini punk che donano al live una sfumatura di colore ancora più suggestiva. Il set del quartetto scivola via tra gli scrosci di applausi del pubblico che ha percepito il talento e la bravura degli YAGUAR, una band di cui sicuramente si sentirà ancora parlare...

 

 

Dopo poco il palco viene occupato da quattro ragazzi americani dalla forma smagliante con la voglia di spazzare via l'aria nostalgica di chi li credeva finiti. E così, quando gli amplificatori riprendono a sputare fuori suoni e melodie, i JUNE OF 44 fanno vedere a tutti di che pasta sono fatti. Dopo un breve ma intenso ringraziamento, Jeff Mueller (chitarra e voce), Sean Meadows (chitarra e voce), Fred Erskine (bass) e Doug Scharin (batteria) incendiano il palco con le canzoni che hanno segnato profondamente la loro carriera e, di riflesso, la musica internazionale.

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Il pubblico è assorto, ascolta in silenzio e alla fine di ogni brano si abbandona a ovazioni bordate di applausi. Il quartetto sul palco è ispirato e carico: il live che ne scaturisce è una potenza, un continuo ricercare immaginari sonori stimolanti tra ritmiche nervose ed ossessive ed atmosfere suggestive caratterizzate da ricchi fraseggi di chitarre che aprono e chiudono vortici noise rock.

Il risultato è una miscela esplosiva che è uno dei tratti distintivi di una band che, con quattro dischi e due ep all'attivo, è riuscita a marchiare la propria musica con uno stile originale e riconoscibile e delle melodie che scavano nel profondo dell'ascoltatore fino a tirar fuori l'anima essenziale.

A vederli suonare adesso, i JUNE OF 44 non risentono affatto dello scioglimento del 2000: hanno una freschezza, un'amalgama, una sintonia e una potenza comunicativa invidiabili. Sul palco durante il live gli sguardi si cercano, si incrociano e si scambiano cenni di soddisfazione. È la magia della musica, capace di trasformare la potenza del postrock in un sogno ad occhi aperti che cattura l'attenzione inesorabilmente.
I June of 44 sono tornati, ora siamo tutti meno soli.

 

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