Se i Massimo Volume non avessero il carisma di Emidio Clementi, il cuore ritmico di Vittoria Burattini e la composta precisione di Egle Sommacal sarebbero altro rispetto alla bellezza che emanano dal 1991. Giovedi 14 marzo il loro tour "Dal vivo, nei teatri" ha fatto tappa all'Auditorium Di Milano Fondazione Cariplo per presentare il nuovo disco dal titolo "Il nuotatore".

Si tratta di un disco visceralmente necessario che rappresenta una riaffermazione della band che rappresenta una gemma nel panorama rock italiano. "Il Nuotatore" arriva a sei anni dal precedente e regala una bella sorpresa ai fans più accaniti:  si tratta del primo disco realizzato “in trio” dal nucleo storico della band (Egle Sommacal, Emidio Clementi, Vittoria Burattini).

Lo scorso giovedi sul palco alle chitarre c'era Sara Ardizzoni che ha sottolineato le melodie dell canzoni che hanno caratterizzato uno spettacolo ricco di parole, musica e luci. Il pubblico milanese ha accolto la band con applausi, grida di approvazione e messaggi d'amore ai singoli membri del gruppo. La scaletta della serata ha dato molto spazio (com'era normale) al nuovo disco ed ha incontrato il piacere della platea e della galleria, piene per l'occasione.

L'inizio è stato affidato a "Litio" che ha scaldato sin da subito gli animi: linee di chitarra nervose ed ipnotiche accompagnano un ritmo incalzante sul cantato graffiante di Mimì. Il live scivola via meravigliosamente: "Dymaxion Song" non fa scendere l'attenzione, anzi. "Le nostre ore contate" è la ciliegina sulla torta di un inizio show che non ha lasciato nulla al caso.

Poi lo spazio si allarga per i pezzi nuovi: "Amica prudenza", "Nostra Signora del caso", "Fred", "La ditta di acqua minerale" e "L’ultima notte del mondo" sono il corpo centrale di un live che vive anche di grandi esplosioni visive grazie a dei giochi di luci ad effetto. I brani più recenti si innescano nella narrazione dei Massimo Volume con naturalezza; la voce di Mimì è ora delicata ora più potente e intensa. La capacità espressiva di una band tanto importante per la musica italiana passa dalla bravura dei singoli che riescono a tirar fuori l'anima artistica essenziale e riescono a comunicarla.

Non c'è molto spazio per le presentazioni o per lunghe introduzioni: si va dritti al sodo. Senza perdere tempo. Segue il fascino della bellissima "Il nuotatore" e l'avvincente "Mia madre & la morte del gen. José Sanjurjo"; la coda dello show è affidata a quattro canzoni sublimi: "La cena" fa da apripista alla acclamatissima "Il primo Dio", uno degli evergreen dei Massimo Volume. Il penultimo brano è una carezza al cuore: "Qualcosa sulla vita" è commovente. Il saluto è affidato alla deflagrazione di "Fuoco fatuo". È il preludio alla standing ovation finale per una band che dotata della forza dirompente del rock al servizio della poesia: una simbiosi liquida senza tempo.
Bentornati Egle, Mimì e Vittoria. Ci siete mancati.

 

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