Si intitola "PAURA" il nuovo disco di Angelo Sava, artista poliedrico che non si può catalogare sotto un genere o un filone artistico.
Il disco è una dedica d’amore indirizzata alla più temuta delle emozioni, qui rappresentata come uno specchio distorcente utile per conoscersi e dialogare con i propri mostri. Una speranza appesa ad un filo che sta per spezzarsi, il vuoto di un dirupo ci fa paura perché cadere è anche un atto di libertà.

Prolifico e imprevedibile, il disco è l’ottava uscita ufficiale dell’artista e arriva tre anni dopo “Postumo”, un disco fantasma che è stato volutamente non comunicato e diffuso come i precedenti, un disco d’addio che è diventato l’incipit per nuovi percorsi. Claustrofobici beat elettronici accompagnano una narrazione sghemba e personale, flussi di pensiero che a primo acchito potrebbero apparire nonsense rappresentano invece una terapia contro ogni paura.

Fra dipendenze emotive e non, sogni (o incubi che siano) lucidi e ben definiti e una quotidianità sempre più opaca, Angelo Sava scava con sincerità e con il giusto pizzico di ingenuità nel significato di ogni propria debolezza, nel farlo l’incedere è costante, inesorabile, mentre al contrario le soluzioni sonore risultano spesso inaspettate, dissonanti come la narrazione stessa.