Giovedi 10 ottobre ha fatto tappa al Circolo Ohibò di Milano il tour mondiale dei THE ALBUM LEAF, moniker dietro cui si cela il polistrumentista Jimmy LaValle, che stanno celebrando i 15 anni di uno dei loro dischi più maturi ed emozionanti: "IN A SAFE PLACE".

E l'atmosfera che si respira tra le mura della sala concerti dell'Ohibò è proprio quella di trovarsi in un posto sicuro, abbracciati e coccolati dalle note amiche di melodie intense e suggestive che accarezzano l'anima.

Ad aprire il concerto c'è stato Joyero, un progetto di Andy Stock, che si è impadronito del palco regalando al pubblico grande intensità con un bel mix di sassofono e basi. Ha ricreato un ambiente intimo ed accogliente. I suoi problemi di voce lo hanno poi obbligato ad un set strumentale ridotto che ha è riuscito però a far breccia nel pubblico che ha apprezzato tanto.

Alle 22h30 circa Jimmy LaValle e soci salgono sul palco ed offriranno al pubblico un'ora e mezza di musica sognante ed emozionale. A partire dalle suggestive luci al neon piazzate sullo sfondo per arrivare al sound islandese del disco passando per un'esecuzione che restituisce ogni singola emozione dell'album: tutto perfetto.

Il pubblico è rapito letteralmente dai tre musicisti sul palco e, alla fine di ogni brano, tributa scrosci di applausi per The Album Leaf.
"In a safe place" è un disco affascinante, elegante, esplosivo, struggente per certi versi e granitico per altri. È stato molto interessante poter assistere dal vivo all'intersezione di trame elettroniche con incredibili linee di violino. Così, se in alcuni brani ("The Outer Banks" e "Another Day") la componente elettronica è preponderante, in altri ("Thule" e "TwentyTwoFourteen") si riscontra un suono molto più basato sulle chitarre e sul piano di LaValle; in altri ancora ("Moss Mountain Town" e "Over The Pond") è marcata l'influenza degli ultimi Sigur Rós, seppure in maniera resa meno concettuale.

Nonostante siano trascorsi 15 anni dalla sua pubblicazione, "In a safe place" gode di ottima salute e suona ancora benissimo. In fondo rispecchia l'intento della musica: far viaggiare e far sognare l'ascoltatore. Missione compiuta.

 

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