Il singolo di debutto del progetto Rosco Dunn è "VA TUTTO BENE", un nuovo e importante capitolo per la band alternative rock di stanza a Brescia che vanta la produzione di Divi de I Ministri. Un brano per gli animi arrabbiati, per chi non crede che la scena rock stia morendo, e per gli ultimi romantici pronti a resistere ancora.
"VA TUTTO BENE" è una canzone che esplora il bisogno di resistere, di affrontare la fatica e il dolore, pur continuando a fingersi "a posto". Tra versi carichi di malinconia e immagini potenti, il brano racconta la lotta quotidiana di due anime affini che cercano di restare unite, anche nei momenti più difficili. Come "soldati stanchi", i protagonisti sopportano i pesi della vita e nascondono le proprie fragilità, imprigionati nei "panni sporchi" della routine e delle maschere che li fanno sentire meno distanti. Con riferimenti agli anni ’90 e scene di ordinaria disillusione, il brano cattura l'essenza di chi, nonostante tutto, cerca di riscoprirsi e ricominciare, mantenendo vive le speranze tra ricordi e frammenti di felicità.
Quello dei Rosco Dunn è un bellissimo messaggio d’amore, proveniente da un passato rock che condividiamo. Per questo li abbiamo intervistati, e abbiamo fatto proprio bene!
1. Divi dei Ministri ha messo le mani sul vostro primo singolo. Era la vostra prima scelta come produttore? E se vi avesse detto no?
Sì, Divi dei Ministri ha avuto un ruolo fondamentale nel nostro primo singolo, e possiamo dire che è stata la nostra prima scelta come produttore. Lo avevamo individuato fin da subito come la persona giusta, non solo per la sua esperienza con i Ministri, ma anche per la sua visione musicale e la sua capacità di tirare fuori il meglio dai brani. Ci piaceva l’idea di lavorare con qualcuno che condividesse un po' della nostra stessa energia, ma con un’ottica fresca e un approccio nuovo. Se ci avesse detto di no, sicuramente sarebbe stato un duro colpo, ma avremmo continuato a cercare il produttore giusto, perché per noi è essenziale avere qualcuno con cui ci sentiamo in sintonia. Fortunatamente, siamo riusciti a lavorare con lui e il risultato ci ha davvero soddisfatto.
2. La vostra formazione come Rosco Dunn nasce nel 2018, ma noi vi ascoltiamo solo oggi, ben sette anni dopo. Come mai?
La formazione dei Rosco Dunn è nata nel 2018, ma non è stato un percorso immediato verso la pubblicazione della nostra musica. In questi anni ci siamo concentrati prima di tutto sulla costruzione del nostro sound, sul perfezionamento della nostra identità musicale e sulla scrittura di brani che sentivamo davvero nostri. Non volevamo affrettare le cose, ma preferivamo prenderci il tempo necessario per fare le scelte giuste e per lavorare in modo autentico. La musica è qualcosa di profondo e volevamo che ogni passo fosse pensato con cura. Ora, dopo tutto questo lavoro, siamo pronti a farci conoscere, con il nostro primo singolo e con l'album in arrivo.
3. E come avete trascorso questi sette anni? Siete stati impegnati anche in altri progetti musicali?
In questi sette anni ce la siamo presa con calma. Non abbiamo avuto fretta di pubblicare musica, preferendo concentrarci sul nostro percorso in modo spontaneo. Abbiamo un piccolo studio dove ci siamo trovati spesso a suonare, a bere birrette e a trascorrere del tempo insieme. Quelle serate sono state fondamentali per il nostro cammino: lì sono nate molte delle idee che hanno preso forma nell’album. Non c’era la pressione di dover rispettare scadenze o di produrre velocemente, ma solo il piacere di fare musica insieme, senza forzature. L’album è il frutto di queste serate, di questo legame che abbiamo costruito nel tempo e che ci ha permesso di creare qualcosa di genuino.
4. Siete probabilmente cresciuti con la scena alternative rock. Quali sono i vostri riferimenti musicali?
Sì, siamo sicuramente cresciuti con la scena alternative rock, che ha avuto una grande influenza su di noi. Ogni membro della band ha i suoi riferimenti personali, ma ci sono sicuramente alcune band che ci hanno segnato in modo particolare. Sicuramente nel panorama italiano i punti di riferimento includono band giganti come I Ministri, Sick Tamburo, Zen Circus, Fask ma nei nostri ascolti quotidiani ci sono anche gruppi in ascesa come Cara Calma, I Botanici, Elephant Brain, che condividono un approccio diretto e senza fronzoli alla musica. In generale, siamo sempre stati attratti da suoni intensi e da testi che riflettono un certo grado di profondità emotiva, e questa passione per l’alternative rock è diventata una parte importante della nostra identità musicale. Detto questo, siamo anche molto aperti a contaminazioni da altri generi, cercando di dare a ogni nostro brano una propria individualità.
5. E la musica rock può andare ancora di moda, nonostante tutto?
La musica rock ha una forza senza tempo, e credo che non smetterà mai di essere rilevante, anche se può attraversare momenti di maggiore o minore visibilità. La sua energia, l'autenticità e la capacità di parlare direttamente alle emozioni sono qualità che non passano mai di moda. Certo, i gusti musicali cambiano, e la scena si evolve, ma il rock ha sempre saputo reinventarsi, adattandosi ai tempi pur mantenendo intatta la sua essenza. Noi siamo convinti che ci sia sempre spazio per il rock, perché è un genere che non si limita a seguire le mode, ma che continua a esprimere emozioni e verità in modo diretto. E, alla fine, è proprio questa autenticità che lo rende eterno.
Grazie mille per questa intervista e per averci dato l'opportunità di raccontare un po' della nostra storia e della nostra musica. Un grande ringraziamento anche ai lettori che ci hanno dedicato il loro tempo. Speriamo che il nostro album possa arrivare a chi ci ascolta e che le nostre canzoni trovino un posto anche nel cuore di chi ci seguirà. A presto.
