maragl1Abbiamo contattato via mail Michele Maraglino, un "emergente" con la stoffa del fuoriclasse che ha dato poco pubblicato per La Fame Dischi l'album d'esordio dal titolo "I mediocri". Qui di seguito quello che ci siamo detti: tra musica, società, la sua Taranto, attualità, il nuovo cantautorato e molto molto altro...

 

1. Chi è Michele Maraglino? Che tipo di musica fa? Quando e come nasce il suo progetto solista?
Ho iniziato a scrivere canzoni da subito, già alle scuole medie canticchiavo qualcosa di inedito nella mia testa. Poi al liceo cantavo e suonavo l'elettrica in un gruppo rock (scrivevo i testi e parte delle musiche). Non eravamo neanche male, solo che dopo il liceo il gruppo s'è sciolto e così dopo un po' di tempo ho iniziato a fare il cantautore.

 

2. È da poco uscito l'album "I mediocri" per La Fame Dischi. Potresti raccontare come sei arrivato a questo disco? Quali sono state le fonti di ispirazione? Quali sono le tematiche trattate in questo album? Di cosa parlano i tuoi testi?
Questo disco è il frutto dei sacrifici di una vita e non parlo solo di sacrifici economici. Fare questo disco era quello che volevo, ma per fare una cosa la devi gridare al mondo, altrimenti non la fai. Io avevo questo sogno nel cassetto e per molto tempo l'ho covato di nascosto, quasi, a volte, a dovermene vergognare. Da un lato c'era la parte di me accettata dalla società: il bravo studente universitario dal futuro radioso. Mentre dall'altra c'era la verità, verità che molti non avrebbero capito a partire dalla mia famiglia: a me dell'università non interessava niente, m'ero iscritto solo per avere tempo, tempo da dedicare alla musica e alla scrittura delle canzoni. Quando ho compiuto 25 anni m'è salita la paranoia. Sentivo che le scelte che prendevo in quel momento avrebbero determinato la mia vita futura, avrebbero determinato quello che sarei diventato. Io volevo solo diventare me stesso. Arriva sempre nella vita il momento in cui uno capisce chi è e quello che vuole. Io l'ho sempre saputo. Ci vuole solo tanto coraggio per ascoltare e fidarsi della vocina interiore. Ci vuole tanta forza. Non è stato facile lasciare l'università per la musica, ma una volta fatto, una volta che ho gridato al mondo ciò che ero e volevo, sono cominciate ad accadere solo cose belle. Le mie canzoni in fondo parlano di questo, di quello che ho vissuto e della mediocrità che si vive quando non si ha il coraggio di ascoltare la propria voce interiore, quando si fanno solo scelte facili.

 

maraglcover3. Nell'album c'è tanta diversità dal punto di vista del sound perchè non credo si possa definire un lavoro facilmente "catalogabile": ci sono sussulti rock, frammenti pop, la canzone d'autore... Come sei riuscito a far coesistere questo ampio spettro stilistico?
Si in effetti tra le canzoni che compongono il disco ce ne sono alcune molto diverse fra loro anche stilisticamente parlando. Secondo me ciò che è riuscito a legare bene il tutto è stata la semplicità degli arrangiamenti.

 

4. Nel disco c'è una canzone stupenda, tra le più belle tra le nove della tracklist: mi riferisco a "Taranto". Cosa rappresenta per te questo brano? Cosa vuoi raccontare in questa canzone?
Taranto (la città) rappresenta il degrado e lo schifo in cui la politica italiana riversa da troppi anni. Dovrebbero rimborsarci tutti i soldi con cui in questi anni abbiamo pagato il Ministero dell'Ambiente (per non parlare del resto). Cosa hanno fatto? Niente. Come si può parlare di inquinamento in Italia senza parlare di Taranto? E per tantissimi anni è andata proprio così. C'è un vero e proprio disastro ambientale a Taranto e una vera e propria strage di Stato. Per fortuna ora almeno se ne parla, ma per troppo tempo la questione è stata taciuta. La gente si è ammalata, ha fatto una vita di merda dentro e fuori gli ospedali ed è morta. E tutto questo continua ad accadere anche adesso mentre rispondo a questa intervista. La gente muore per una malattia provocata dalla fabbrica. Perchè nessuno fa niente? Perchè questi politici difendono l'indifendibile? Perchè chiedere ai cittadini di scegliere tra salute e lavoro? Mi fa una rabbia! La canzone è nata proprio da questa rabbia.

 

5. Ci sono molti accenni alla precarietà, al problema del lavoro, ai giovani, ai tempi difficili che stiamo vivendo in diverse tue canzoni (mi riferisco a "L'aperitivo", "Lavorare gratis" e alla bellissima "Vita mediocre"): perchè la scelta di toccare questi argomenti in un modo così amabilmente variegato?
Sono argomenti che vivo in prima persona sulla mia pelle. Io sono un ragazzo di 28 anni e ci sono immerso in quelle problematiche e quelle problematiche inevitabilmente sono finite dentro le canzoni. La musica, soprattutto nella canzone d'autore, può essere molto più che un semplice sottofondo alla nostra vita.

 

6. Sei un giovane cantautore ed avrai uno sguardo cristallino sulle nuove leve cantautorali (o comunque sulle novità discografiche degli ultimi anni): come vedi il nuovo panorama artistico-musicale italiano?
Non molto tempo fa da qualche parte su internet, in occasione dell'uscita del nuovo disco di uno di questi cantautori della nuova leva, ho letto un commento di un utente che lamentava di come i nuovi autori italiani trattassero nei loro testi principalmente tematiche intimiste di vita borghese, quasi a volersi estraniare dalla realtà che e' ben diversa. Un po' la penso così anche io, nel senso che si sente un po' la mancanza di cantautori che parlino della vita di tutti i giorni e che sappiano descrivere la realtà e i suoi paradossi. Ora va molto il testo figo, i giochi di parola, l'ironia. Il che può anche andar bene e da questo punto di vista ci sono ottimi parolieri in giro. È anche vero però che stiamo vivendo un periodo non proprio allegro e facile e forse ci siamo arrivati anche grazie a una tv usata per distrarre, a canzoni non proprio votate alla riflessione e alla denuncia.

 

maragl27. Se dovessi consigliare 3 artisti italiani (band, cantanti, scrittori, pittori, attori...) quali nomi faresti? e Perchè?
Non per essere di parte, ma ho avuto la fortuna di ascoltare il nuovo disco che ancora deve uscire (uscirà nel 2013 quando sarà finito) di Corrado Meraviglia, cantautore della scuderia La Fame Dischi. E' una bomba! Livello sia di scrittura testi che di arrangiamento e musica altissimo. Quindi come cantautore mi sento di consigliare assolutamente lui. Poi ultimamente mi sto intrippando con le produzioni di Michele Mezzala Bitossi e penso che il nuovo dei Numero 6, a giudicare dal singolo che lo anticipa, sarà un'altra bomba. Cambiando arte vi invito a visitare le opere di uno street artist con cui ho la fortuna di lavorare. Per me è bravissimo. Ha realizzato le grafiche del mio disco e mi aiuta con La Fame Dischi. Visitate il suo blog e le sue opere. Si chiama LEG e i suoi lavori spaccano! www.easyleg.blogspot.com

 

Ascolta gratis "I Mediocri"

 

Guarda il videoclip di "Taranto"