ofd album out1Lo scorso 22 marzo 2014, il TPO di Bologna è stata la location del quinto appuntamento del THREESOME, format che unisce  il mondo della radio (Radio Città del Capo e Radio Kairos incontrano la fiorentina Novaradio Città Futura) ed il mondo della musica (con i live di Shiva Bakta, i Boxerin Club e gli Ofeliadorme).

Dopo un'ora di salotto radiofonico tra chiacchierate in scioltezza e ascolti delle canzoni delle band ospiti della serata, i tre caronte della radio (Michele Orvieti, Alberto Poloni e David Drago) hanno traghettato il pubblico verso i live che hanno scaldato l'atmosfera dell'affollato locale bolognese.

Il primo a salire sul palco è stato SHIVA BAKTA (Lidio Chericoni, Simone Cavina, Luca Nicolasi, Enrico Pasini e Federico Fantuz) che ha presentato brani dal suo nuovissimo disco dal titolo “Third”. Le canzoni della band si sono mosse tra folk, psichedelia e pop con un particolare riguardo nei confronti della melodia e dell'ensemble sonoro: nonostante fosse una data zero, Shiva Bakta ha dimostrato estro e capacità nel modellare dinamiche accattivanti e un sound potente e diretto. Da sottolineare l'equilibrio tra le parti cantate e le notevoli parti strumentali dove è emersa una poderosa sezione ritmica arricchita dall'inserimento dei fiati che hanno saputo aggiungere armonia, delicatezza ed intensità.

Dopo Shiva Bakta sono saliti sul palco i BOXERIN CLUB, una giovanissima band romana che ha proposto uno sfrenato pop cantato in inglese. La capacità di coinvolgere il pubblico con balli e danze, la forte presenza scenica (nonostante la giovane età dei membri della band), i ritmi caraibici, le dinamiche afro e l'atmosfera davvero travolgente hanno trasformato il TPO in una enorme festa. La band ha avuto la possibilità di presentare il nuovo disco dal titolo “Aloha Krakatoa”, la cui resa dal vivo si è dimostrata potente e molto accattivante.

Hanno chiuso la serata i bolognesi OFELIADORME che hanno presentato i brani del loro repertorio in chiave elettronica aggiungendo ancora più psichedelia e magia. La voce ipnotica e trascinante di Francesca Bono unita ai suoni i Tato Izzia (guitars, bass synth, electronics, backing vocals) e ai ritmi di Michele Postpischl (drums, percussions, guitars) hanno saputo canalizzare l'attenzione del pubblico rapito anche dai visuals di La Candida (Antonietta Dicorato e Pasquale Sorrentino) e dall'action painting dei disegnatori/grafici Marcello Petruzzi e Paolo Masiero. 

Questo appuntamento di THREESOME ha offerto note e parole per tutti i palati, lasciando addosso bellissime sensazioni. Three is the magic number!!!

C'è stata inoltre la possibilità di intervistare SHIVA BAKTA che ci ha raccontato come ha vissuto questa sorta di data zero del suo progetto:

1. Da dove proviene il nome SHIVA BAKTA?
Il nome l'ho trovato nel 1999 su un'enciclopedia perchè stavo facendo un gruppetto noise con i miei amici di La Spzia di quei tempi là; sono andato sull'enciclopedia, ho trovato questo nome e SHIVA è il dio della distruzione e mi sembrava opportuno per un gruppo noise che andava a a fare del gran fracasso..Quando è stato il momento di scegliere il nome per il nuovo progetto chitarra e voce, mi è venuto in mente e l'ho recuperato.

2. Come hai vissuto questa sorta di concerto-"data zero"?
Mah bene, l'ho vissuta bene perchè quando sul palco c'è della 'ciccia' si passa sopra tutto, ridi anche sugli inconvenienti; poi, alla fine, siccome deve essere un live psichedelico potente, le cose vanno comunque; alla fine diventa una questione fisica ed arriva tutto.

3. Durante il live ha colpito molto l'equilibrio dato dalle parti cantate con quelle strumentali; molto bravi i musicisti e l'utilizzo dei fiati (che nel disco non c'è). Come riesci ad ottenere questo effetto?

Avevamo bisogno per questo live di qualcosa in più, non perchè il disco manchi di cose ma per aggiungere qualcosa di nuovo. Non sono mai andato ai concerti sperando di sentire il disco; penso che andremo avanti sempre su questa linea, il live continuerà a cambiare, ci saranno più strumentali o meno strumentali, cambieremo le strutture... La nostra idea è un pò questa perchè alla fine anche negli anni '60 e '70 i gruppi suonavano in studio una cosa e poi dal vivo diventavano delle suite da dieci minuti. Era una cosa abbastanza naturale ed io, almeno nel pop e nel rock, si possa continuare a fare in questa maniera e noi continueremo a fare in questa maniera.

4. Per il resto del tour si possono immaginare cambiamenti in corso d'opera?

Io spero di non fare una data uguale all'altra perchè è bello e più che altro ti diverti tu per primo.

5. Come sono nati i pezzi di "THIRD"?

In un anno e mezzo ho scritto dodici pezzi, li ho messi in un cd demo e lì son rimasti; ho continuato a scrivere e poi, alla fine, negli ultimi tre mesi ho scritto THIRD: e lì mi son detto che dovevo tenermele. Io da solo tutto questo non potevo farlo perchè non so usarel'elettronica, non son capace a utilizzare programmi di registrazione e allora ho bisogno di un gruppo. Io mi ero trasferito a Milano e il gruppo era a Bologna, bisognava trovare i tempi giusti. Son stato due anni a vedere che cosa potevo fare, ho trovato chi mi ha registrato il disco e allora ho richiamato la band e l'abbiamo finito tutti insieme. Si tratta degli ultimi pezzi che ho scritto quando stavo qua a Bologna, scritti tra maggio e luglio del 2010 (anno della partecipazione al MIAMI).

6. Quali sono le tue influenze musicali? Cosa ti interessa maggiormente?

Io parto dai Jefferson Airplane ed arrivo ai Motorpsycho. In mezzo c'è tutto il resto: i Sonic Youth, i Pavement e tantissimi altri...

7. che rapporto hai con i social?

Io mi ci diverto un sacco con Internet, la verità è questa. Mi diverte scrivere su Twitter, mi diverto molto. Poi magari funziona perchè comunque la gente, pian piano, inizia a seguirmi, non mi smette di seguire (il meccanismo di defollowing è un meccanismo micidiale!!!). Ma anche Facebook: non è che lo usi poi così tanto, non mi piace usarlo per promuovermi. È che mi toccherà usarlo per la fanpage e bisogna aggiornarla... Però, in generale, diciamo che ho un ottimo rapporto, mi ci diverto tanto. Divertendomi riesco anche a utilizzarlo indirettamente per promuovermi anche.