rsz dsc 2273Giovedi 14 dicembre lo spettacolo teatrale "H3+" ha fatto tappa a Milano presso lo Spazio Teatro 89. Il Collettivo Paolo Benvegnù ha fatto appassionare il pubblico con uno spettacolo avvincente, coinvolgente e curato in ogni minimo dettaglio. Si tratta di un'opera teatrale nata dall'ultimo disco dell'artista lombardo che ha saputo stupire una volta di più (qualora ci fosse bisogno di ribadire il suo magico estro artistico) con un teatrino di marionette che catalizzava i monologhi e le canzoni dei dischi della trilogia "con l'H" ovvero Earth Hotel, Hermann e H3+, appunto.

Il racconto è un viaggio temporale dai primordi del mondo al futuro più distante, è un collage emozionale fatto di parole, note, suoni, sguardi che vengono da un passato che può essere ricostruito grazie alle cassette di un vecchio registratore che un uomo sapientemente utilizza. È l' "Homo Selvaticus", un essere senza volto che entra ed esce di scena, muore e rinasce, appare e scompare nel tempo.

Quello proposto dal Collettivo Paolo Benvegnù è una metafora dell'introspezione umana fatta di coscienza e vitalità che, calata nei giorni nostri, ha un significato forte e fa riflettere. Il pubblico osservava, sorrideva alle battute, era molto concentrato sui brani, applaudiva alla fine dei brani e sottolineava l'intensità delle interpretazioni in religioso silenzio.

E così si sono susseguite brani come "Love is talking", "Olovisione in parte terza", "Astrobar Sinatra", "Nello spazio profondo", "Achab in New York", "Io ho visto", "Il mare è bellissimo" per concludere con la struggente "No drinks no food". Gli arrangiamenti e le sonosrità adattate per lo spettacolo hanno restituito una teatralità ai brani che va oltre la versione da disco: assistere ad un'interpretazione del genere ha aggiunto un tassello importante nella carriera di questo straordinario artista.