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Si intitola “Comfort in the Silence” il nuovo disco dei PINHDAR, il progetto che ha definito il linguaggio del trip-hop/dark in Italia. Con questo lavoro il duo milanese consolida una cifra sonora unica nel panorama nazionale: un’identità stratificata, cinematografica e di respiro internazionale, costruita nel tempo con visione.
L’album rappresenta un’evoluzione naturale del percorso iniziato con i lavori precedenti e affonda le radici nel trip-hop di matrice bristoliana, rielaborato attraverso una fusione personale di darkwave, elettronica e atmosfere cinematiche. Un’estetica che nasce in Italia ma si sviluppa in un orizzonte europeo e britannico: non a caso ha richiamato l’attenzione della critica UK, aprendo la strada a numerosi concerti in Inghilterra ed Europa, a collaborazioni con produttori inglesi autorevoli e alla firma con l’etichetta di culto Fruits de Mer Records.
Rispetto al disco precedente, la ricerca punta a una coesione più profonda: un flusso sonoro concepito come un unico corpo, in cui ogni brano mantiene una propria identità ma trova pieno significato nell’ascolto complessivo. L’elettronica è meno esibita e più integrata, diventando parte strutturale del suono.
La produzione è curata dai PINHDAR, con il mix affidato a Ian Caple (Tricky, Martina Topley-Bird) e la partecipazione di Lee Pomeroy (Archive) al basso.
Ritmiche trip-hop stratificate, chitarre darkwave e atmosferiche di Max e la voce magnetica ed evocativa di Cecilia costruiscono un universo sonoro immersivo, trasformando l’ascolto in un’esperienza intensa e cinematica.

“Viviamo un tempo in cui la violenza è diventata un linguaggio ordinario.
È nella politica, nelle relazioni, nel modo in cui consumiamo il pianeta e le persone, in una società che celebra il vuoto, l’individualismo e la sopraffazione.
È un rumore costante a cui ci abituiamo fino a subirlo senza reagire.
Chi rifiuta questa condizione sviluppa un malessere.C’è chi risponde con la stessa aggressività.
C’è chi prova ad opporsi e c’è chi si ritira, incapace di modificare lo stato delle cose ma ancora desideroso di restare umano.
Il silenzio può essere una soglia. A volte diventa resilienza: la costruzione di una vita interiore come forma minima ma radicale di resistenza. Un modo per non replicare la violenza che ci circonda, nel rispetto del pianeta e dei suoi esseri viventi.
Ma il silenzio non è una soluzione definitiva, né un rifugio ideale.
È una risposta possibile, non l’unica.
“Comfort in the Silence” racconta la tensione tra il bisogno di proteggersi e quello di restare presenti nel mondo.”.

11 aprile – Efesto – Bologna
12 aprile – Caserma Archeologica – San Sepolcro – Arezzo
17 aprile – Spazio Muse – Rassegna “Blond’s trip one shot” – Succivo (CE)
12 maggio – Arci Bellezza – Milano
22 maggio – Zō Centro Culture Contemporanee – Catania
23 maggio – Retronouveau – Messina

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I PINHDAR sono un duo di Milano che riporta al centro un linguaggio sonoro unico nel panorama contemporaneo nazionale: il trip-hop bristoliano degli anni ’90, sottratto alla nostalgia e rielaborato con coerenza in una forma personale e riconoscibile. Un’architettura sonora che fonde la profondità oscura della darkwave con un’elettronica elegante e strutturale, attraversata da una voce femminile magnetica.
Si definiscono “creatori di realtà parallele”: le loro canzoni aprono mondi immersivi in cui linee vocali evocative si intrecciano a una chitarra dal timbro inconfondibile — melodica, tagliente, attraversata da riverberi modulati — sospesa su ritmiche ipnotiche e atmosfere scure, con sfumature ambient, post-rock ed elettronica contemporanea.
Il progetto conta due album pubblicati, entrambi scritti, arrangiati e prodotti dal duo.
Il debutto, Parallel (Fruits de Mer Records – 2021), è stato finalizzato con Howie B (Björk, U2) durante il lockdown.
Il più recente, A Sparkle on the Dark Water (Fruits de Mer Records – 2024), nasce dalla collaborazione con Bruno Ellingham (Everything But The Girl, Massive Attack, New Order, UNKLE) ed esplora il rapporto tra uomo e natura attraverso un linguaggio poetico e introspettivo.
Tra suggestioni ambient, post-rock ed elettronica contemporanea, i PINHDAR dipingono paesaggi sonori cinematografici in cui tensione emotiva e profondità narrativa si fondono in un’estetica intensa e immersiva.