Chi sono i Santamarya secondo i Santamarya?
Siamo quattro ragazzi che provano a scrivere belle canzoni. Ci divertiamo e ci piace sperimentare.

2. Come mai questo nome per il vostro progetto?
Nessun aneddoto in particolare. La località in cui si trova la nostra sala prove/studio si chiama Santamaria. Il nome ci piaceva molto ma abbiamo sostituito la i con la y perché esiste già un gruppo (portoghese?) con quel nome.

3. Come definireste la vostra musica in tre aggettivi?
Eclettica, sognante, visiva.

4. Ascoltando il vostro ep d’esordio dal titolo “Nessuno ricorda niente” ci si ritrova coinvolti in un vortice di melodie da cui è difficile uscirne. Innanzitutto: Come è nato questo lavoro? Quali sono le idee che sono alla base delle canzoni che lo compongono?
L’idea iniziale era di raccogliere i primissimi brani che abbiamo lavorato insieme. La pandemia ha molto dilatato i tempi di lavorazione, di conseguenza i brani si sono evoluti e arricchiti di nuove influenze. Nell’EP sono convogliati molti ascolti che inizialmente non avevamo preso in considerazione. Difficile trovare una linea comune, sicuramente le tematiche del sogno e dei ricordi e musicalmente i riferimenti al dream pop, alla new wave, ma anche al funk e al cantautorato italiano e internazionale. Il titolo nasce da una riflessione sulla possibilità che un rapporto possa essere metafora di un più ampio contesto emotivo/sociale: dimenticare qualcuno vuol dire dimenticare tutti.

5. Quali sono i vostri progetti futuri?
Cercheremo di suonare il più possibile per promuovere l’EP, del quale abbiamo deciso di stampare anche la versione fisica.

6. Se doveste consigliare tre band contemporanee, quali scegliereste?
Men I Trust, Tame Impala e in Italia ci piacciono molto i Mòn.