Abbiamo intervistato la band IL PRETESTO che ha da poco pubblicato il suo nuovo lavoro dal titolo "Distratta-Mente"; ci hanno parlato delle nuove canzoni, dei progetti futuri e molto altro..
Buona lettura.

1. Chi sono IL PRETESTO secondo IL PRETESTO?
Siamo una band di Roma che vuole esprimere le proprie emozioni sfruttando l’immensità e l’intramontabile potere della musica.

2. Come mai questo nome per il vostro progetto?
C’è sembrato appropriato chiamarci IL PRETESTO poiché il progetto nasce come risposta alla necessità di esprimere le nostre emozioni e i nostri pensieri e far si che essi non rimangano solo idee intrappolate nelle nostre teste e possano raggiungere più persone possibili. La musica è stato il nostro canale per cercare di raggiungere questo obiettivo. La musica è stato il nostro “pretesto”.

3. Come definireste la vostra musica in tre aggettivi?
Possiamo definire la nostra musica atipica, abbiamo sperimentato sound che potessero fondersi con stili musicali già noti e accordarli ad uno stile canoro non scontato; Accattivante, le melodie sono ben strutturare e nel complesso ci da un senso di calore e continuità che non disturba; Coinvolgente, poiché crediamo che per i temi trattati, ognuno di noi, in qualche modo, ci si possa ritrovare.

4. Ascoltando il vostro nuovo lavoro “Distratta-Mente” ci si ritrova coinvolti in un vortice di melodie da cui è difficile uscirne. Innanzitutto: come è nato questo lavoro? Quali sono le idee che sono alla base delle canzoni che lo compongono?
Ogni volta che ci si imbatte in un nuovo lavoro, è come affrontare una nuova sfida. Volevamo tentare di fare qualcosa di nuovo, che portasse alle orecchie una ventata di innovazione e che ci potesse contraddistinguere. Perciò abbiamo iniziato a sperimentare sonorità cercando di fondere in un unico lavoro più stili musicali. Infatti, si possono riconoscere influenze funky mischiate al rock, presenza di sonorità derivare dall’elettronica e fusioni con strumenti orchestrali. Possiamo considerare il nostro primo lavoro un album di concetto dove abbiamo affrontato problematiche esistenziali riconducibili ad una società estremamente frenetica e caotica. Pertanto, ogni brano abbraccia in maniera allegorica un malessere interiore e alla fine si può dedurre che la chiave per uscirne indenni e ritrovare coraggio per affrontare le difficoltà della vita, è la presa di coscienza di se stessi. Abbiamo usato questo parlato/interpretato per essere più incisivi e diretti nel nostro messaggio.

5. Potreste parlarci della stilosa copertina del vostro nuovo disco?
L’immagine di copertina ci ricorda uno stile musicale prossimo al jazz. I soggetti sono un po’ astratti e quasi indefiniti, che si fondono tra loro. La cosa ci è sembrata simpatica e appropriata perché con un’immagine allegorica abbiamo cercato di esprimere la versatilità della nostra musica e il desiderio di uscire fuori dagli schemi.

6. Quali sono i vostri progetti futuri?
Non appena cesserà la grave situazione che stiamo vivendo, torneremo sui palchi per suonare le nostre canzoni. Di idee ce ne sono tante e nel contempo inizieremo a lavorare ad un secondo album.

7. Se doveste consigliare tre band contemporanee quali scegliereste?
Potremmo consigliare, a nostro gusto personale, I ministri, con il loro sound tagliente e un cantante molto preparato e convincente, sono uno dei migliori esempi di indie rock italiano. I pinguini tattici nucleari, per la loro genialità nello scrivere testi e musicalmente molto capaci, infine i Vulfpeck, band statunitense, con il loro funky stile anni 80 sono, dal punto di vista musicale, impeccabili.