Abbiamo intervistato Anthony che ci ha parlato del nuovo disco dal titolo “Walking on tomorrow”. Oltre a parlarci del suo nuovo lavoro discografico, Anthony ci ha parlato di progetti futuri, gusti musicali e molto altro.
Buona lettura

 

1.Chi è Anthony secondo Anthony?
Un folle..sembra una battuta ma un po lo penso davvero. Sono una persona che ha sempre avuto la tendenza a fare cose, a volte sbagliando clamorosamente e altre si sono invece rivelate scelte giuste per me. Di certo sono una persona che ha voglia di costruire e di mettersi in gioco ma confesso che spesso sono travolto da grandi paure, altre volte da grande coraggio. Vivo molto cercando l'equilibrio nelle cose che faccio o voglio fare, non è mai semplice. Credo che dipenda sempre dall'intensità e dall'importanza delle cose che si hanno in testa di realizzare. Mi sono trovato spesso difronte a scelte che potevano essere considerate folli e mi ci sono tuffato dentro perché sentivo che era la strada giusta per me, senza neanche pensarci troppo, poi si sa, le cose importanti sono quelle più difficili e dure da realizzare, il cammino per raggiungere un obiettivo è sempre molto tortuoso, è giusto, però, non fermarsi mai e credere in se stessi, soprattutto quando stiamo crollare, è li che si vede la nostra forza. A volte ne ho di più, altre volte di meno. Cerco di sicuro l'evoluzione, il migliorarmi sempre, a volte con ottimi risultati e altre volte con risultati pessimi. Credo faccia parte della vita. Musicalmente sono un autore, compositore, arrangiatore e chitarrista con fortissime influenze Blues, Rock, Hard Rock, Heavy Metal, Punk, Folk.

2.Come definiresti la tua musica in tre aggettivi?
Energica, sincera, emotiva.

3.Ascoltando il tuo nuovo lavoro “Walking on tomorrow” ci si ritrova coinvolti in un vortice di melodie da cui è difficile uscirne. Innanzitutto: Come mai questo titolo per il tuo nuovo progetto? Come è nato questo lavoro? Quali sono le idee che sono alla base delle canzoni che lo compongono?
Rivolgo alle melodie tantissime attenzioni quando compongo perchè è da li che traggo l'energia e le vibrazioni che mi portano a concludere un brano. Sento un brivido, un emozione che riesco a riconoscere quando lavoro sulle melodie che rispondono alle esigenze della mia anima e all'urgenza comunicativa che sento di convogliare all'interno di un brano. Il titolo è stata una scelta naturale perchè rappresenta il mio modo di essere. Sono una persona che ha la tendenza a vivere con intensità il presente cercando di costruire meglio possibile; questo vale per vari aspetti della mia vita, guardando però con un occhio al futuro. Credo che costruire significhi lavorare per piccoli obiettivi quotidiani che vanno poi a consolidarsi nel futuro e quindi, se costruisco bene oggi, di certo ho più possibilità di vivere un futuro migliore domani. Questo è il senso del titolo dell'album. “Walking On Tomorrow” è nato dalla voglia e dall'urgenza di realizzare qualcosa che fosse soltanto mio, che parlasse di me e che lo facesse senza filtri e senza influenze esterne. Dopo tanti anni all'interno di vari gruppi sentivo la necessità di isolarmi per un po e di fare un viaggio dentro di me alla ricerca delle mie emozioni. Un mix di emozioni appunto è ciò che caratterizza l'album e che è descritto nei brani. Affronto vari temi, dall'amore alla mia visione sociale, amicizia, passioni, sesso, gioie, dolori, paure, speranze e desideri. C'è veramente un po di tutto e la cosa che mi piace è che tante cose che provo o che ho vissuto io, possono essere comuni anche ad altre persone. Si innesca così un meccanismo di condivisioni delle emozioni che rappresenta per me uno dei più grandi obiettivi.

4.A cosa fa riferimento la suggestiva foto di copertina del tuo nuovo disco?
Sicuramente al viaggio. Quello dell'anima, che è anche quello che mostra i demoni che in qualche dobbiamo affrontare. La città decadente e isolata con una lunga strada rappresenta proprio questo concetto. L'importanza che ha l'affrontare i propri demoni da soli, perché in fondo è solo in solitudine e nell'introspezione totale che si ottengono le risposte ed è possibile evolversi, migliorarsi, ed in questo cammino si è senz'altro da soli ed è giusto che sia così secondo me. Nella copertina sono presenti elementi lugubri e di pericolo, come ad esempio in teschio, che indica un pericolo costante che, in qualche modo, ci accompagna e caratterizza la paura. Alla fine della strada però c'è una splendida luce, c'è appunto questo “domani” che è invece radioso e aspetta solo di essere vissuto. Per arrivare li bisogna però necessariamente passare da quella strada cupa e tenebrosa, perché è li che si acquisisce la forza e ci si misura con i propri limiti e i propri demoni.

5.Alle spalle hai una grande esperienza come musicista, compositore, arrangiatore e produttore: quanto è difficile oggi scrivere un nuovo disco con delle buone idee che sia capace di incuriosire gli ascoltatori?
Credo che la cosa più importante sia il messaggio che si vuole mandare. “Walking On Tomorrow” è un album Hard Rock, con sfumature, Punk, Metal, Blues e Rock N' Roll. Ho voluto scrivere e comporre senza pormi limiti a livello di genere e quindi il risultato finale è quello di album abbastanza variegato, era importante il concetto di libertà compositiva assoluta, ma al di la di questo penso che sia sempre il messaggio che si manda che incuriosisce e appassiona chi ascolta. “Walking On Tomorrow” è un album in cui racconto le mie esperienze e chissà che queste siano comuni ad altre persone.

6.Quali sono i tuoi progetti futuri?
Veramente tanti. In questo momento sono molto concentrato sull'album e l'obiettivo è quello di suonarlo dal vivo il più possibile perché è dal vivo che avviene il vero “scambio emotivo” e io adoro suonare live in generale, sul palco sto bene. In futuro vorrei fare sicuramente altri album Hard Rock sia da solista che con la mia band attuale, un disco folk senza dubbio e poi continuare a lavorare come turnista nei progetti di altri musicisti sia live che in studio.

7.Se dovessi consigliare tre band contemporanee, quali sceglieresti?
Direi Slash-Myles Kennedy and The Conspirators, Greta Van Fleet, Nightwish. In realtà la lista sarebbe molto più lunga, ma se ne devo scegliere tre, dico queste.