I Ka Mate Ka Ora sono di Pistoia e non hanno peli sulla lingua...

k1. Ka Mate Ka Ora è un progetto molto interessante. Non lo dico a caso; la cartina tornasole è l'imbarazzo provocato dalla difficoltà nell'etichettatura della vostra musica da parte di giornalisti più o meno navigati. Ecco. Dopo questa premessa, la domanda è: quando vi siete formati, come avete deciso di voler percorrere insieme la stessa strada verso un tipo di musica non proprio usuale?

STEFANO: - Sinceramente non è stata una gran "fatica" il decidere cosa, ma soprattutto il "come" suonare. Eravamo stati Sconvolti (nel senso piu favorevole possibile) dall'ascolto del primo disco dei Low, e da li, trovate le nostre coordinate, abbiamo cercato di seguirle. Abbiamo scelto una linea lunga e dritta da seguire.

 

 

2. Che rapporto avete con la musica (quella vostra e quella degli altri)? Quali sono le vostre influenze?

ALBERTO: A me piace molto molto ascoltare la musica e suonarla. Credo che per qualsiasi musicista gli ascolti siano fondamentali per non risultare scontato nella musica che fa. Cito solo alcuni gurppi "più influenti" di altri: Low, Red house painters, Neil Young, Mogwai, Calla.

STEFANO: Posso dire senza problemi che la Musica mi ha "salvato" sia dal punto di vista fisico che da quello mentale. Non passa giorno che nn suoni uno strumento o che nn ascolti un disco...E' tra quelle cose basilari come il mangiare, bere etc... Sono tantissimi coloro i quali mi hanno e mi ispirano tutt'ora, ne cito qualcuno da esempio: Neil Young, Nick Drake, Codeine, Arvo Part...

CARLO: La musica è sempre stata una componente fondamentale, una sorta di nutrimento emotivo. Certa musica in particolare. Cito una frase che ho letto in un'intervista a Maurizio Borgna, titolare della Triste ( etichetta dei Fine Before You Came), il quale dice che la musica migliore è quella triste. Tendo anch'io a pensarla così, credo che la musica "triste" abbia un forte potere terapeutico. In questo senso mi son sempre curato con dosi da cavallo di Codeine, Red House Painters , Low , Seam , Built to Spill e molti e altri.

 

 

3. Dopo l'esaltazione della lentezza con "Entertainment in slow motion" cosa deve aspettarsi chi vi segue? Ci sono pubblicazioni all'orizzonte?

ALBERTO: Abbiamo in cantiere una decina di brani che probabilmente saranno incluse nel nostro terzo disco. A breve pubblicheremo un ep acustico che uscirà per White Birch Records e che conterrà un paio di inediti e alcuni stravolgimenti in chiave elettro acustica di nostri vecchi brani.

 

 

4. Come avviene il processo di creazione dei brani?

CARLO: Non esiste un unico modo in cui nascono i brani. Talvolta succede suonando insieme in sala prove, altre da un’idea melodica di Stefano che poi sviluppiamo insieme. Finora non abbiamo mai fatto fatica a scrivere roba nuova. Finchè sarà così andremo avanti.

 

 

5. Voi siete di Pistoia, ridente città toscana. Come considerate musicalmente una regione come la Toscana che negli ultimi anni è particolarmente vivace da un punto di vista di band interessanti?

ALBERTO: Le band ci sono e il potenziale è alto. Mancano o sono sempre di meno i posti per potersi esibire.

CARLO: Indubbiamente in questo momento la Toscana è piena di progetti e band molto valide. Il che non basta a farne un Paradiso per i musicisti per una serie di limiti atavici e senz'altro comuni a gran parte del nostro paese. Mancano spazi e locali perché manca un pubblico numericamente sufficiente a sostenere un certo tipo di proposta musicale. Non ho la sensazione che ciò possa in breve tempo mutare.

 

 

6. Con chi vi piacerebbe collaborare? Chi sono i vostri punti di riferimento oggi?

STEFANO: Bè adesso mi piacerebbe collaborare con i Gentless 3, gruppo siculo che stimo molto. I due piu grandi punti di riferimento attuali che ho sono indiscutibilmente Neil Young e i Low, credo i muscisti tra i piu ispirati di sempre.

ALBERTO: Abbiamo avuto molte collaborazioni in questi anni con moltissimi gruppi e artisti della nostra zona (Baby blue,Katarro,Sus solo per citarne alcuni) ed è bello poter dividere il palco con persone che si rispettano sia dal punto di vista artistico sia personale. Se Kozelek tornasse in Italia e ci chiedesse di aprirgli qualche data ci metterei subito la firma.

 

 

7. Ipotesi per assurdo: avete di fronte a voi un ascoltatore di musica che non ha mai ascoltato una vostra canzone, cosa gli dite per invogliarlo ad ascoltarvi? Quale potrebbe essere un approccio graduale alla vostra musica?

CARLO: Non siamo molto persuasivi. Credo che certe cose possano essere apprezzate se si è alla ricerca di qualcosa. L’unica cosa che mi sentirei di poter dire è : non smettete di esser curiosi e in cerca di musica diversa, non impigritevi , non fatevi ingabbiare dalle tendenze!

STEFANOGli direi: "Non suoniamo come Cani", si, gli direi cosi.

 

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