Si intitola “Grattacieli di Basilico” il disco d’esordio dei Settembre. Si tratta di una dedica alla vita, a Londra, Roma e Teggiano.
Un viaggio musicale alla scoperta di quegli spazi – reali o immaginari - che custodiscono la nostra intimità. Si parte dall’amore e si arriva all’amore, perché, qualsiasi cosa succeda, “basta uno sguardo per sentirsi bene”.

La bossa nova attraversa tutto il disco. Tra pianoforte, chitarra classica, cori e riverberi ricordiamo un passato musicale prezioso e ci addentriamo in un presente prepotente, ma non per questo minaccioso. Gli elementi autobiografici si mescolano come acquerelli con elementi cittadini e naturali, definendo universi onirici, atmosfere delicate, sensazioni dal sapore intenso e pervasivo.

Dolci, suggestivi e profondamente contemporanei: i Settembre sono campani, si incontrano a Roma e diventano un duo a Londra. Dopo un’intensa gavetta, tornano in Italia e scelgono le colline e gli ulivi di Teggiano (SA) per costruire un piccolo studio e dare il via a un nuovo percorso musicale.

La band introduce il disco: "Già nella prima traccia, Teggiano, sono presenti i nostri caratteri distintivi. Melodie ricche e complesse che ricordano i grandi della bossa nova e del jazz pur volendo rimanere squisitamente pop e un linguaggio diretto e poetico. Le atmosfere vengono definite da suoni lontani e riverberati, dall’ un uso massiccio di chitarre classiche, chitarre lapsteel hawaiane, synth e orchestrazioni.
Ci siamo aperti a nuove soluzioni sonore, come in Due Come Noi, dove i versi culminano in un lungo assolo di lapsteel che ricorda i Pink Floyd o, nel gran finale dell'album con Le Tue Camicie - una canzone scritta per il papà di Angela, scomparso in giovane età e anche lui musicista - dove ci siamo lasciati andare a un’estasi sonora che sfocia nella psichedelía".