1. Chi sono i GIUMARA & THE PINKNOISE secondo i GIUMARA & THE PINKNOISE?
Persone strane con interessi fuori dal comune che si sono incontrate per fare musica mai sentita. Un vulcano di realtà in potenza. Direi che è una definizione esaustiva.

2. Come mai questo nome per il vostro progetto?
Giumara era il mio nome da solista (Alessandro Zaffini, il cantante) e prima ancora era stato il soprannome della famiglia di mia nonna che abitava in fondo a un fosso, una storpiatura dal fanese “giù ma là” (in italiano: “laggiù”). Essendo un significante dal suono suggestivo e che per la maggior parte delle persone non rimanda ad alcun significato, ho deciso di adottarlo. I PinkNoise sono Monica Ottaviani (basso e voce) e Alessandro Rizzi (batteria e sequenze). Si sono chiamati così riferendosi al fastidiosissimo Rumore Rosa, utilizzato dai fonici e che entrambi stavano studiando a lezione di audio, ironizzando sul ruolo di “disturbo” che dovrebbe assumere la loro presenza rispetto alla mia nell’economia del progetto.

3. Come definireste la vostra musica in tre aggettivi?
Classica, sperimentale, maledetta.

4. Ascoltando il vostro nuovo lavoro dal titolo “Senza rumore” ci si ritrova coinvolti in un vortice di melodie da cui è difficile uscire. Innanzitutto: Come è nato questo lavoro? Quali sono le idee che sono alla base delle canzoni che lo compongono?
Anche se può sembrare il contrario, non c’è un’idea preconcetta alla base del disco. Abbiamo raccolto più materiale possibile lungo tutta la durata della gestazione e molto del lavoro definitivo è stato fatto in studio, a più mani. Nonostante ciò ci siamo ritrovati con un disco di notevole coerenza autoriale, tanto che, a mio parere, tutte le canzoni sono rappresentate benissimo dal titolo. Storie, situazioni ed esperienze intense e grandiose in cui potremmo facilmente riconoscerci, ma che passano in sordina; drammi “senza rumore” che affogano nella noia della provincia, nel soliloquio, nel mito di notti indescrivibili.

5. Quali sono i vostri progetti futuri?
Portiamo a spasso queste canzoni e questo album ancora per un po’, nel frattempo abbiamo già iniziato a scrivere brani per il prossimo disco. Dai primi abbozzi sembra che ci sarà più esotismo, più noise e più politica.

6. Se doveste consigliare tre band contemporanee, quali scegliereste?
Parlo per me. Purtroppo non ascolto musica nuova da quando ho iniziato a concentrarmi seriamente sulla produzione di brani originali. L’ispirazione può venire da canzoni del quattrocento come da un giro famosissimo dei Nirvana, ma il mio senso di diffidenza per i contemporanei si è tristemente acuito. Fuori dall’Italia mi sento di consigliare i Coil (da non confondere coi Lacuna Coil) anche se sono morti da un po’, perché è una delle cose più strane, funeste e ipnotiche che vi capiterà di ascoltare… e anche perché il loro materiale è così magmatico che continuano a pubblicare postumi. In Italia resto fedele alla vecchia guardia dell’indie e dell’alternative. L’ultimo che mi abbia stregato senza come né ma è stato Iosonouncane, di cui attendo il prossimo disco. Di recente ho ascoltato qualcosa dei DeProducers grazie ai PinkNoise e devo dire che li ho amati.